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Sito vetrina: cosa deve contenere per portare richieste di contatto

Cosa deve avere un sito vetrina per portare richieste di contatto: pagine, testi, prove di fiducia, moduli, velocità e SEO di base, con un elenco pratico.

Fabio Folgori5 min di lettura

Vetrina di un negozio con il riflesso di un'auto sul vetro
Foto di Maria Lupan su Unsplash

Un sito vetrina ha un solo compito: far capire in pochi secondi chi sei e cosa fai, e portare chi lo visita a contattarti. Non ha bisogno di cento pagine né di effetti speciali. Ha bisogno di chiarezza, di prove che ci si può fidare e di un modo semplice per scriverti o chiamarti.

In questa guida spiego che cosa deve contenere un sito vetrina per funzionare davvero, pagina per pagina.

Il punto di partenza: che azione vuoi ottenere

Prima di scegliere pagine e testi, decidi che cosa vuoi che faccia chi arriva: chiamare, scrivere, prenotare una consulenza, chiedere un preventivo. Tutto il sito deve spingere in quella direzione, con un'azione principale evidente, ripetuta nei punti giusti.

Se ne hai tre o quattro alla pari, nessuna verrà fatta.

La struttura minima

Per la maggior parte delle attività bastano poche pagine.

  • Home: dice chi sei, cosa fai e per chi, e porta alle altre pagine.
  • Servizi o prodotti: cosa offri, con un po' di dettaglio. Se i servizi sono diversi, una pagina ciascuno.
  • Chi sono / Chi siamo: la persona o il team dietro l'attività.
  • Contatti: modo semplice di raggiungerti, con modulo, telefono, email e indirizzo.
  • Informative: privacy e cookie, come richiesto.

Il resto (blog, progetti realizzati, domande frequenti) è utile se hai contenuti veri da mettere, non per riempire.

La home: cosa deve dire in cinque secondi

Chi apre la pagina decide in fretta se restare. La prima schermata deve rispondere a quattro domande.

  1. Chi sei e di cosa ti occupi, con parole semplici.
  2. Per chi lavori (aziende, privati, professionisti, un settore).
  3. Perché scegliere te, con una cosa concreta e verificabile.
  4. Cosa fare adesso: un pulsante chiaro per contattarti.

Evita slogan vaghi ("soluzioni innovative per il tuo successo"): dicono tutto e niente.

Servizi: testi che aiutano a scegliere

Per ogni servizio spiega:

  • che problema risolve e per chi;
  • cosa ottiene il cliente, in concreto;
  • come si lavora, in pochi passaggi;
  • le domande più frequenti.

Usa le parole che userebbe il cliente, non quelle del tuo settore. Una pagina per servizio aiuta anche chi cerca su Google quella cosa precisa.

Le prove di fiducia

Chi non ti conosce ha bisogno di motivi per credere. Alcune prove che funzionano:

  • lavori realizzati, con una breve descrizione di cosa hai fatto tu;
  • anni di esperienza e fatti verificabili;
  • recensioni e referenze vere, con il consenso di chi le ha date;
  • nomi di clienti o collaborazioni, se puoi citarli;
  • certificazioni o formazione pertinenti;
  • dati dell'attività completi: ragione sociale, indirizzo, partita IVA.

Non inventare mai numeri, clienti o recensioni: un'informazione falsa si scopre, e distrugge la fiducia che volevi costruire.

Chi sono: la pagina più letta dopo la home

Le persone comprano da persone. Una pagina "chi sono" ben scritta racconta:

  • cosa fai e da quanto tempo;
  • come lavori e che cosa ti distingue;
  • perché lo fai, in modo sincero;
  • una foto vera, non d'archivio.

Poche righe oneste valgono più di una lunga biografia generica.

Contatti e moduli: dove si decide

È il punto in cui un visitatore diventa un contatto, e spesso si sbaglia proprio qui.

  • Modulo breve: nome, un recapito e il messaggio. Ogni campo in più fa perdere persone.
  • Alternative visibili: telefono, email, indirizzo cliccabili anche da telefono.
  • Spiegazione di cosa succede dopo: "ti rispondo entro un giorno lavorativo".
  • Conferma chiara dopo l'invio, così chi scrive sa che il messaggio è arrivato.
  • Testo sulla privacy accanto al modulo.
  • Prova reale: invia un messaggio di test e controlla che arrivi davvero.

Un modulo che non funziona è il modo più costoso di perdere clienti.

Mobile e velocità

La maggior parte dei visitatori arriva da telefono. Il sito deve:

  • leggersi bene su schermi piccoli, con testi e pulsanti facili da toccare;
  • caricarsi in fretta, con immagini ottimizzate e senza elementi inutili;
  • non spostarsi mentre carica.

Ne parlo in Sito WordPress lento: le 7 cause più comuni.

SEO di base: farsi trovare

Non serve essere esperti per fare le cose essenziali.

  • Titolo e descrizione di ogni pagina, chiari e diversi tra loro.
  • Un titolo principale per pagina e titoli secondari in ordine.
  • Testi scritti per le persone, che contengano le parole con cui ti cercano.
  • Indirizzo, telefono e orari coerenti ovunque, se hai una sede.
  • Mappa del sito e registrazione in Search Console.
  • Testi alternativi per le immagini importanti.

Sono parte del sito, non un extra.

Cosa non mettere

  • Animazioni e musica che nascondono il messaggio.
  • Testi copiati da altri siti.
  • Immagini d'archivio generiche al posto di foto vere.
  • Troppe scelte nella home.
  • Informazioni scadute: prezzi, orari, offerte vecchie.

Dopo la pubblicazione

Un sito vetrina va tenuto vivo: controlla che il modulo funzioni, aggiorna orari e servizi, guarda ogni tanto da dove arrivano i contatti. Per i costi e le scelte di fondo, leggi Quanto costa un sito web nel 2026.

Perché affidarlo a me

Programmo dal 1999, con più di 300 progetti consegnati e circa 30 agenzie come sviluppatore esterno. Realizzo siti vetrina veloci e curati, facili da aggiornare, pensati per trasformare i visitatori in richieste di contatto, con struttura per i motori di ricerca fin dall'inizio. Lavoro da Roma e da remoto, con anteprime online ogni settimana.

Se vuoi un sito che porti davvero contatti, scrivimi: una chiacchierata di circa 20 minuti, senza impegno, e poi una proposta scritta e gratuita. Il servizio è in Creazione siti web.

Domande frequenti

Poche ma chiare: di solito home, servizi (o prodotti), chi sono o chi siamo e contatti. Se i servizi sono diversi tra loro conviene una pagina per ciascuno, perché aiuta chi cerca e anche Google.

Non è obbligatorio. Ha senso se hai argomenti utili da raccontare con regolarità; un blog abbandonato fa peggio che non averlo.

Con un messaggio chiaro fin dalla prima schermata, prove concrete di cosa sai fare, un modulo breve e semplice, e un sito veloce da telefono. Spesso conta più la chiarezza che il numero di pagine.

Sì, se sono vere e hai il consenso di chi le ha scritte. Evita recensioni inventate o non verificabili: danneggiano la fiducia e possono creare problemi legali.

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