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Da WPML a Polylang: perché ho cambiato plugin multilingua per WordPress
WPML o Polylang? Dopo anni di WPML uso Polylang: più leggero, più semplice per il cliente e vicino al funzionamento nativo di WordPress. E come migrare.
Fabio Folgori6 min di lettura

Per molti anni WPML è stato il mio plugin multilingua di riferimento: l'ho installato, configurato e mantenuto su decine di siti WordPress, ne conosco pregi e scorciatoie. Oggi, sui progetti nuovi e quando se ne presenta l'occasione su quelli esistenti, uso Polylang. Non è una questione di moda né di prezzo: è che, a mio avviso, WPML è diventato difficile da usare, soprattutto per chi il sito lo deve gestire ogni giorno. Qui spiego cosa è cambiato, come ragiono quando scelgo e come si affronta una migrazione senza perdere traduzioni né posizionamento.
Due modi diversi di intendere il multilingua
WPML e Polylang risolvono lo stesso problema con filosofie opposte. WPML è un ecosistema: un plugin principale affiancato da moduli per la traduzione delle stringhe, la gestione dei flussi di traduzione, WooCommerce, ACF e altro ancora. Registra le relazioni tra le lingue in tabelle proprie del database e propone un proprio editor di traduzione, pensato per lavorare per segmenti di testo e per affidare il lavoro a traduttori interni o esterni.
Polylang parte dall'idea opposta: stare il più vicino possibile al funzionamento nativo di WordPress. Le lingue sono gestite come una tassonomia, le traduzioni sono collegate tra loro senza tabelle aggiuntive e ogni versione tradotta è una pagina WordPress normale, che si apre e si modifica nello stesso editor dell'originale. Non c'è un secondo ambiente da imparare: si cambia lingua e si lavora come sempre.
Perché ho smesso di usare WPML
Un pannello sempre più complesso
Con gli anni WPML si è arricchito di funzioni, e con le funzioni sono arrivati menu, impostazioni e passaggi intermedi. Per tradurre una pagina, il percorso predefinito passa dall'editor di traduzione avanzato e dai lavori di traduzione; per una stringa di un tema o di un plugin serve un altro modulo; per i campi personalizzati occorre decidere, campo per campo, se copiarli, tradurli o ignorarli. Per uno sviluppatore è gestibile. Per una segreteria o un ufficio marketing che deve correggere un testo in inglese, diventa un ostacolo.
Il cliente deve poter lavorare da solo
Il punto, per me, è proprio questo. Costruisco siti in cui il cliente compone le pagine con blocchi Gutenberg arricchiti da campi ACF, e li aggiorna in autonomia. Se poi la versione inglese si modifica in un ambiente diverso, con regole diverse, quell'autonomia si perde e le richieste di assistenza aumentano. Con Polylang la versione tradotta si gestisce esattamente come quella italiana: stessi blocchi, stessi campi, stessa interfaccia.
Leggerezza e manutenzione
Meno moduli significa meno aggiornamenti da coordinare, meno incompatibilità tra versioni e meno codice eseguito a ogni richiesta. Su siti che curo nel tempo, la differenza si sente nella manutenzione quotidiana: un aggiornamento di Polylang raramente richiede verifiche approfondite, mentre con WPML ho imparato a provare ogni rilascio su un ambiente di test prima di toccare la produzione.
Cosa offre Polylang nel lavoro reale
La versione gratuita copre il necessario per un sito istituzionale: lingue, pagine, articoli, categorie, menu e un selettore di lingua. La versione Pro aggiunge ciò che serve su un progetto professionale, come la traduzione degli slug degli URL, la duplicazione dei contenuti per partire dalla versione originale e l'integrazione con ACF, che copia o sincronizza i campi tra le lingue secondo le regole impostate.
Sul fronte SEO, Polylang genera gli attributi hreflang tra le versioni collegate e lascia scegliere la struttura degli indirizzi, con la lingua in una cartella, in un sottodominio o in un dominio diverso. Per i negozi online esiste un'estensione dedicata a WooCommerce, a pagamento, che gestisce prodotti, varianti e pagine del carrello nelle diverse lingue.
Quando WPML resta la scelta giusta
Non tutto è a favore di Polylang, e sarebbe scorretto dirlo. WPML resta più forte quando la traduzione è un processo strutturato: traduttori esterni, revisioni, servizi di traduzione professionale integrati e traduzione automatica a crediti. Anche un e-commerce complesso con più valute, gestito da WooCommerce Multilingual, può essere un buon motivo per restare. Se il sito vive di questi flussi, il pannello più complesso è il prezzo di funzioni che vengono davvero usate.
La domanda da porsi, quindi, non è quale plugin sia migliore in assoluto, ma chi tradurrà i contenuti e come. Se a farlo è il cliente stesso, dallo stesso pannello in cui gestisce il sito, Polylang è quasi sempre la scelta più semplice.
Come si migra da WPML a Polylang
Preparare il terreno
La migrazione si fa su una copia del sito, mai in produzione. Prima di tutto serve un backup completo di file e database, poi un inventario di ciò che è tradotto: pagine, articoli, tipi di contenuto personalizzati, tassonomie, menu, widget, stringhe del tema e campi ACF. È anche il momento giusto per annotare gli URL attuali di ogni lingua, che serviranno per il controllo finale.
Importare le traduzioni
Gli autori di Polylang mettono a disposizione un plugin di migrazione da WPML che importa lingue, collegamenti tra le traduzioni e stringhe. Il procedimento tipico è installare Polylang mantenendo i dati di WPML, eseguire l'importazione e solo dopo disattivare WPML. Al termine si verificano le impostazioni di Polylang, in particolare la struttura degli URL, che deve restare identica a quella precedente.
Controllare tutto ciò che il plugin non vede
L'importazione automatica non copre ogni caso. Vanno ricontrollati i menu di ogni lingua, i widget, le stringhe tradotte del tema, le impostazioni dei campi ACF e, se presente, il negozio online. Poi si confrontano gli URL con l'inventario iniziale: ogni indirizzo deve rispondere come prima, e se qualcosa cambia servono redirect 301 puntuali per non disperdere il posizionamento. Infine si verificano hreflang e sitemap e si fa un giro completo del sito in ogni lingua prima della pubblicazione.
Come la vedo io
Un plugin multilingua non dovrebbe aggiungere un secondo modo di lavorare a WordPress, ma estendere quello che c'è già. È lo stesso principio con cui costruisco i siti: temi su misura, blocchi Gutenberg con campi ACF, pochi plugin scelti con cura e un pannello che il cliente sappia usare senza manuali. Polylang si inserisce bene in questo approccio; WPML resta uno strumento valido, ma per i progetti che seguo oggi è spesso più di quanto serva, e più difficile da gestire di quanto dovrebbe.
Perché affidarlo a me
Programmo dal 1999, ho consegnato più di 300 progetti e lavoro come sviluppatore esterno con circa 30 agenzie, da Roma e da remoto. Ho usato WPML per anni e conosco bene entrambi i plugin: posso impostare un sito multilingua da zero o migrare un sito esistente da WPML a Polylang, curando URL, redirect e SEO.
Se hai un sito multilingua da costruire o da semplificare, scrivimi: in una chiacchierata di circa 20 minuti capiamo qual è la strada giusta. Il servizio è in Sviluppo WordPress.
Domande frequenti
La versione base di Polylang è gratuita e copre il lavoro principale: lingue, traduzione di pagine, articoli, categorie e menu. Polylang Pro aggiunge funzioni utili su progetti professionali, come la traduzione degli slug, la sincronizzazione avanzata e l'integrazione con ACF. Per WooCommerce serve l'estensione dedicata, a pagamento.
Sì. Esiste un plugin di migrazione sviluppato dagli autori di Polylang che importa lingue, collegamenti tra le traduzioni e stringhe. Va eseguito su una copia del sito, con un backup completo, e seguito da un controllo di URL, menu, campi personalizzati e redirect.
Sì. Con Polylang ogni traduzione è una pagina WordPress normale, modificata nel suo editor: blocchi Gutenberg e campi ACF si compilano come nella lingua originale. La versione Pro gestisce anche la copia e la sincronizzazione dei campi ACF tra le lingue.
Quando il sito ha flussi di traduzione strutturati, con traduttori esterni, revisioni e traduzione automatica a crediti, o un e-commerce complesso con più valute gestito da WooCommerce Multilingual. In questi casi l'ecosistema di WPML resta un punto di forza.
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