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Come scegliere uno sviluppatore freelance per la tua agenzia: 8 domande prima di affidare un progetto
Una web agency cerca uno sviluppatore freelance? Ecco 8 domande da fare prima di affidargli un progetto e i segnali di cui fidarsi, o diffidare.
Fabio Folgori6 min di lettura

Per una web agency, uno studio di design o un'agenzia di comunicazione, arriva sempre il momento in cui lo sviluppo diventa un collo di bottiglia: troppi progetti in contemporanea, un cliente che chiede una funzione che nessuno in casa sa fare, un picco di lavoro che non giustifica un'assunzione. È lì che si pensa a uno sviluppatore freelance.
La scelta è delicata perché metti nelle sue mani il rapporto con un tuo cliente. Ecco otto domande da fare prima di affidargli un progetto, e che cosa ascoltare nelle risposte.
1. Da quanto tempo lavori, e con quali tipi di progetti?
L'esperienza non è tutto, ma un percorso lungo e vario indica che la persona ha già visto la maggior parte dei problemi che si presentano. Chiedi esempi di lavori simili al tuo e, quando possibile, i siti realizzati.
Cosa ascoltare: risposte concrete su progetti veri, non solo elenchi di tecnologie.
2. Hai già lavorato con altre agenzie?
Lavorare con un'agenzia è diverso dal lavorare con un cliente diretto. Servono rispetto dei processi altrui, comunicazione con un project manager, tempi e consegne scandite. Chi ha già collaborato con agenzie sa cosa ci si aspetta.
Cosa ascoltare: familiarità con strumenti e flussi di agenzia, come Figma, Jira, Slack e repository condivisi.
3. Come gestisci il white-label e la riservatezza?
Se il cliente è tuo, lo sviluppatore non deve mai contattarlo direttamente. Chiedi come gestisce la comunicazione, se firma un accordo di riservatezza (NDA) e come tratta materiali e accessi.
Cosa ascoltare: chiarezza su questi punti senza che tu debba insistere.
4. Come stimi i tempi e i costi?
Una stima seria arriva con un perimetro chiaro, tempi per fasi e un'indicazione di cosa non è incluso. Diffida di cifre dette a voce senza scritto.
Cosa ascoltare: domande sul brief prima di dare i numeri, e una stima scritta in tempi ragionevoli. Le formule più comuni sono a progetto, con preventivo chiuso, oppure a giornate con un monte ore concordato.
5. Come lavori con un design già pronto?
Se la tua agenzia progetta in Figma, lo sviluppatore deve saper leggere il file, individuare le ambiguità e proteggere la fedeltà al design. Ne parlo in Da Figma a WordPress.
Cosa ascoltare: domande su componenti, versione mobile e stati degli elementi, prima di cominciare.
6. Come consegni il codice e chi ne è proprietario?
Il codice dovrebbe stare in repository condivisi, nei tuoi standard, con accessi intestati a te o al cliente. Un buon sviluppatore consegna codice pulito e documentato, che altri possono riprendere.
Cosa ascoltare: nessuna dipendenza nascosta da lui. Se domani non fosse disponibile, un altro sviluppatore deve poter proseguire.
7. Cosa succede dopo la consegna?
Un sito ha bisogno di assistenza, correzioni e aggiornamenti. Chiedi se c'è un periodo di assistenza incluso, come si gestiscono le urgenze e quali sono i tempi di risposta.
Cosa ascoltare: una risposta precisa, senza vaghi "poi vediamo". Per i siti WordPress, ricorda che esiste anche la manutenzione periodica.
8. Che cosa non sai fare?
È la domanda più rivelatrice. Un professionista serio ha dei limiti e li dichiara: "questo non lo faccio io, ma ti dico chi può farlo", oppure "per questo ti propongo un'altra strada". Chi risponde "so fare tutto" merita qualche dubbio in più.
Cosa ascoltare: onestà e capacità di dire no quando serve.
Segnali di cui fidarsi
- Fa domande prima di dare un prezzo.
- Mette per iscritto stime, tempi e perimetro.
- Mostra anteprime online durante il lavoro, non solo alla fine.
- Rispetta il tuo processo e i tuoi strumenti.
- Spiega i problemi in modo semplice, senza nascondersi dietro il gergo.
Segnali per cui diffidare
- Promesse di tempi e costi senza aver visto il progetto.
- Nessun esempio concreto di lavoro svolto.
- Accessi, codice o domini intestati a lui e non a te.
- Comunicazione poco chiara o lenta già nella fase preliminare.
- Rifiuto di firmare un accordo di riservatezza.
Come iniziare senza rischi
Il modo più sicuro per conoscersi è partire da un progetto piccolo e ben definito. Dopo la prima consegna avrai un'idea molto più chiara di affidabilità, qualità e modo di lavorare di quanto possa darti qualsiasi colloquio.
Come organizzare la collaborazione ogni giorno
Una buona collaborazione si regge su abitudini semplici.
- Un referente per lato. Un project manager dell'agenzia e lo sviluppatore: le richieste passano da lì.
- Gli strumenti di sempre. Lo sviluppatore usa i tuoi canali e i tuoi sistemi di gestione dei compiti, senza chiedere di cambiarli.
- Aggiornamenti a cadenza fissa. Un breve riepilogo a metà settimana evita sorprese.
- Ambienti di prova accessibili. Un indirizzo online dove vedere il lavoro in corso, da mostrare al cliente.
- Una regola per le modifiche. Cosa è incluso, cosa è extra, chi autorizza.
Presentare lo sviluppatore al cliente, o no
In molti casi l'agenzia preferisce che il cliente non sappia chi sviluppa: è il white-label. In altri casi lo sviluppatore partecipa a una riunione tecnica. Entrambe le scelte sono legittime, purché siano chiare fin dall'inizio. L'importante è che i ruoli siano definiti e che la comunicazione con il cliente resti sempre in capo a chi ha il rapporto.
Che cosa deve contenere un buon brief
Più il brief è chiaro, più la stima è precisa. Inserisci, anche in forma breve:
- chi è il cliente e che attività svolge;
- l'obiettivo del progetto: cosa deve ottenere il sito o l'app;
- materiali disponibili: design, testi, immagini, accessi esistenti;
- funzioni richieste e collegamenti con altri sistemi;
- scadenze e vincoli (lanci, campagne, eventi);
- tecnologie obbligate, se ce ne sono;
- budget indicativo, se lo hai, per orientare le scelte.
Non serve un documento perfetto: un brief di dieci righe è meglio di nessun brief, e le lacune si colmano con una breve telefonata.
Perché affidarlo a me
Sono uno sviluppatore web freelance a Roma, attivo dal 1999, con più di 300 progetti consegnati. Con circa 30 agenzie ho lavorato come sviluppatore esterno, spesso in white-label: il mio ruolo è essere il programmatore che manca al tuo team.
In concreto: mi mandi il brief, anche breve, e ricevi una stima con tempi e costi in 24-48 ore. Mi adatto ai vostri strumenti e ai vostri processi, consegno a tappe con ambienti di prova che potete mostrare al cliente, uso repository condivisi e non contatto mai direttamente il vostro cliente. Firmo NDA, lavoro a progetto o a giornate.
Se hai un progetto in arrivo o un picco di lavoro da gestire, scrivimi: una chiacchierata di circa 20 minuti, senza impegno. Trovi tutto in Sviluppatore per agenzie e nella pagina Collaborazioni.
Domande frequenti
Lo sviluppatore lavora per conto dell'agenzia senza presentarsi al cliente finale: il rapporto e la comunicazione restano all'agenzia, che presenta il lavoro come proprio.
Dipende dal carico di lavoro. Un freelance è flessibile e costa solo quando serve; un dipendente dà più continuità quotidiana. Molte agenzie usano il freelance per i picchi e per le competenze che non vogliono tenere in casa.
Con un accordo di riservatezza (NDA) firmato prima di iniziare, e accordi chiari su chi possiede codice, accessi e materiali.
Entrambe le formule sono comuni. A progetto, con preventivo chiuso, quando il perimetro è definito; a giornate, con un monte ore mensile, quando le richieste cambiano o sono continue.
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