SEO tecnica
Rifare il sito senza perdere il posizionamento: la checklist SEO
Checklist SEO per rifare o cambiare un sito senza perdere visibilità su Google: indirizzi, reindirizzamenti, contenuti, test e controlli dopo il lancio.
Fabio Folgori5 min di lettura

Il sito nuovo è bello, veloce e finalmente fatto come si deve. Poi, dopo il lancio, il traffico da Google crolla. È uno scenario che succede più spesso di quanto si pensi, e quasi sempre per errori evitabili: indirizzi cambiati, pagine sparite, un blocco lasciato per sbaglio.
In questa guida trovi una checklist per rifare o cambiare un sito senza perdere il posizionamento, divisa in tre momenti: prima, durante e dopo.
Prima di cominciare: capire cosa hai
Prima di toccare qualcosa, fotografa la situazione.
- Elenco di tutti gli indirizzi del sito attuale (pagine, articoli, prodotti, immagini importanti). Si ricava dalla mappa del sito, da un'analisi con uno strumento di scansione e dai dati di Search Console.
- Pagine che portano traffico e richieste: sono quelle da proteggere di più. Guarda statistiche e Search Console per vedere quali visite e quali ricerche arrivano.
- Pagine con link da altri siti: valgono molto, e perderle costa.
- Dati di partenza: posizioni, visite, conversioni e velocità, per confrontare dopo il lancio.
- Struttura attuale: titoli, descrizioni, struttura dei titoli, link interni, dati strutturati.
Decidere cosa tenere, cosa cambiare e cosa togliere
Non tutto va conservato, ma tutto va deciso. Per ogni pagina:
- Tenere (stesso indirizzo, contenuto aggiornato).
- Spostare (nuovo indirizzo, con reindirizzamento).
- Unire con un'altra (reindirizzata alla pagina che la sostituisce).
- Eliminare (solo se non ha valore, e con una risposta corretta).
Un principio utile: non togliere contenuti che portano traffico solo perché "non entrano nel nuovo design". Meglio adattare il design.
La mappa dei reindirizzamenti
È il cuore della migrazione. Ogni vecchio indirizzo che cambia deve portare al nuovo con un reindirizzamento permanente (301).
- Una mappa uno a uno, vecchio indirizzo → nuovo indirizzo più simile per contenuto.
- Niente catene: A porta a B che porta a C. Meglio A diretto a C.
- Evita di mandare tutto alla home: Google lo tratta come errore, e l'utente si disorienta.
- Mantieni i reindirizzamenti nel tempo, per almeno un anno, spesso di più.
Cosa mantenere nel nuovo sito
Per non perdere ciò che Google ha già capito del tuo sito:
- Titoli e descrizioni delle pagine che già si posizionano, a meno di miglioramenti ragionati.
- Testi e struttura dei titoli, aggiornandoli ma senza stravolgerli.
- Link interni coerenti, con testi descrittivi.
- Dati strutturati presenti e corretti (ne parlo in Dati strutturati: cosa sono e come aiutano il tuo sito).
- Testi alternativi delle immagini e nomi dei file sensati.
- Versioni in più lingue con i collegamenti reciproci corretti.
Prove prima di pubblicare
Il nuovo sito va provato su un ambiente di prova, non su quello online.
- L'ambiente di prova non deve essere indicizzato: si blocca l'accesso ai motori di ricerca durante i test. E poi, ed è l'errore più classico, bisogna toglierlo al lancio: un blocco dimenticato fa sparire il sito da Google.
- Controlla ogni reindirizzamento con uno strumento: ogni vecchio indirizzo deve portare alla pagina giusta con una risposta 301.
- Verifica la velocità su mobile e le metriche principali, ne parlo in Core Web Vitals.
- Prova moduli, pagamenti e funzioni.
- Controlla robots, sitemap e canonical (gli indirizzi "ufficiali" delle pagine).
- Verifica il tracciamento: statistiche e conversioni devono funzionare dal primo giorno.
Il giorno del lancio
- Scegli un momento tranquillo, non nel picco di una campagna.
- Pubblica con un piano di ritorno: una copia del vecchio sito pronta a tornare se serve.
- Attiva i reindirizzamenti insieme al nuovo sito.
- Togli il blocco ai motori di ricerca, se c'era.
- Invia la nuova mappa del sito a Search Console.
- Controlla subito le pagine principali, da più dispositivi.
Dopo il lancio: i controlli delle prime settimane
La migrazione non finisce al lancio.
- Search Console ogni giorno nelle prime settimane: errori di scansione, pagine escluse, avvisi.
- Errori 404: cerca indirizzi vecchi senza reindirizzamento e correggi.
- Indicizzazione: verifica che le pagine nuove compaiano.
- Posizioni e traffico, confrontati con i dati di partenza.
- Collegamenti da altri siti verso i vecchi indirizzi: se importanti, chiedi di aggiornarli.
- Velocità reale dei visitatori, che si aggiorna nelle settimane.
Un po' di oscillazione nelle prime settimane è normale. Conta se, dopo un periodo ragionevole, i dati tornano al livello precedente o migliorano.
Se cambi anche dominio
Cambiare dominio aggiunge complessità. Servono:
- reindirizzamenti da ogni vecchia pagina alla nuova, sul nuovo dominio;
- la segnalazione del cambio in Search Console;
- il mantenimento del vecchio dominio per molto tempo;
- l'aggiornamento di tutti i profili e collegamenti (social, schede locali, email).
Se puoi, evita di cambiare insieme dominio, struttura e design: più variabili cambiano, più è difficile capire cosa è andato storto.
Gli errori che costano più cari
- Cambiare gli indirizzi senza reindirizzamenti.
- Lasciare il blocco ai motori di ricerca dopo il lancio.
- Eliminare pagine che portano traffico.
- Reindirizzare tutto alla home.
- Non misurare prima, e quindi non sapere cosa è cambiato dopo.
- Rifare titoli e testi senza criterio, perdendo ciò che funzionava.
- Dimenticare mobile, velocità e dati strutturati.
Se ti stai chiedendo se ti convenga rifare il sito o sistemarlo, leggi anche Quando conviene rifare il sito.
Perché affidarlo a me
Programmo dal 1999, con più di 300 progetti consegnati e circa 30 agenzie come sviluppatore esterno. Quando rifaccio un sito parto da un'analisi di ciò che c'è e di ciò che porta visibilità, preparo la mappa dei reindirizzamenti, provo tutto su un ambiente di prova e rimisuro dopo il lancio, così confrontiamo prima e dopo. Lavoro da Roma e da remoto, con anteprime online ogni settimana.
Se stai per rifare il tuo sito e vuoi proteggere ciò che hai guadagnato su Google, scrivimi: una chiacchierata di circa 20 minuti, senza impegno, e poi una proposta scritta e gratuita. Il servizio è in SEO tecnica e velocità del sito.
Domande frequenti
No. Una migrazione ben preparata può mantenere o migliorare il posizionamento. Le perdite gravi di solito vengono da errori evitabili: indirizzi cambiati senza reindirizzamenti, contenuti tolti, pagine bloccate ai motori di ricerca.
È un'istruzione che dice ai browser e a Google che una pagina si è spostata in modo permanente a un nuovo indirizzo. Trasferisce gran parte del valore della vecchia pagina a quella nuova e porta i visitatori nel posto giusto.
Qualche settimana è normale: Google deve ripassare e rielaborare le pagine. Un po' di oscillazione nei primi tempi è fisiologica; conta l'andamento nel medio periodo.
Si può, ma conviene evitare di cambiare troppe cose insieme. Se il cambio è inevitabile, servono reindirizzamenti da ogni vecchia pagina alla nuova e la segnalazione del cambio in Search Console.
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