Hosting e infrastruttura
Backup del sito web: cosa salvare, ogni quanto e dove (la regola 3-2-1)
Come fare il backup del sito web: cosa salvare, con quale frequenza, dove conservarlo (regola 3-2-1) e perché serve provare davvero il ripristino.
Fabio Folgori5 min di lettura

Del backup ci si ricorda sempre due volte: la prima quando qualcuno lo consiglia, la seconda quando serve e non c'è. Un aggiornamento che rompe il sito, un attacco, un errore umano, un guasto dell'hosting: in tutti questi casi, la differenza tra un'ora di fastidio e una settimana di disastro sta in una copia recente e funzionante.
In questa guida spiego cosa salvare, con quale frequenza e dove, e perché non basta "avere un backup": bisogna sapere che si può ripristinare.
Perché serve, anche se "non succede mai"
Le cause di perdita dei dati sono molte e più banali di quanto si pensi.
- Aggiornamenti che rompono una funzione o il layout.
- Attacchi informatici che alterano o cancellano file e database. Ne parlo in Sito WordPress hackerato: cosa fare subito.
- Errori umani: una pagina cancellata, un plugin rimosso, un file sovrascritto.
- Guasti o problemi del fornitore di hosting.
- Scadenze dimenticate di servizi o abbonamenti.
Cosa salvare
Un sito è fatto di più parti, e un buon backup le comprende tutte.
- I file: tema, plugin, immagini e documenti caricati, file di configurazione.
- Il database: testi, pagine, impostazioni, utenti, ordini, moduli ricevuti. In un sito dinamico è la parte più preziosa e quella che cambia più spesso.
- La configurazione del server: impostazioni, versioni dei programmi, record DNS, regole particolari.
- Gli accessi e le credenziali conservati in modo sicuro, perché senza non si ripristina niente.
- Le email, se la posta sta sullo stesso servizio.
Ogni quanto
La frequenza dipende da quanto cambia il sito e da quanto puoi permetterti di perdere.
- Sito vetrina che cambia di rado: backup settimanale, e uno prima di ogni intervento.
- Sito con articoli e aggiornamenti frequenti: giornaliero.
- Negozio online o sito con ordini e iscrizioni: giornaliero per i file, e il database più spesso, perché ogni ordine perso è un danno reale.
Una domanda utile: se dovessi ripartire dall'ultima copia, quante ore di lavoro e di ordini perderei? Se la risposta è troppo alta, la frequenza va aumentata.
Dove conservarlo: la regola 3-2-1
La regola più conosciuta è semplice e funziona.
- 3 copie dei dati: l'originale più due backup.
- 2 supporti diversi: per esempio il server e un archivio esterno.
- 1 copia fuori sede: in un luogo diverso dal server e dal fornitore del sito.
La conseguenza pratica: un backup che sta sullo stesso server che si rompe non è un vero backup. Se hosting, sito e copia dipendono dallo stesso account, un solo problema li porta via tutti.
Conviene inoltre:
- cifrare le copie, perché contengono dati personali;
- limitare l'accesso a chi ne ha bisogno;
- conservarne più versioni nel tempo, non solo l'ultima: a volte un problema si scopre dopo giorni.
Backup, snapshot e versioni: differenze
Si usano parole diverse per cose simili.
- Backup: copia dei dati, conservata a parte.
- Snapshot: fotografia istantanea di un server o di un disco, utile per tornare indietro in fretta ma in genere sullo stesso sistema.
- Versioni del codice: la cronologia delle modifiche (per esempio in Git), che protegge il codice ma non i contenuti nel database.
Sono strumenti complementari, non alternativi.
Il ripristino: la parte che si dimentica
Un backup serve solo se si ripristina. Per questo:
- provalo a intervalli regolari, su una copia del sito, non su quello online;
- annota i passaggi e i tempi: quanto serve per tornare online?
- controlla che sia completo: pagine, immagini, ordini, moduli, funzionalità;
- sappi chi lo fa: chi ha i permessi e le competenze, e come lo si contatta in emergenza.
Un backup mai ripristinato è una speranza, non una garanzia.
Backup di un sito WordPress: due modi
- Dal servizio di hosting: spesso offre copie automatiche. È comodo, ma conviene verificarne frequenza, durata di conservazione e modalità di ripristino, e non affidarsi solo a quelle.
- Con un plugin o uno strumento dedicato: salva file e database e li invia in un luogo esterno. Va configurato con attenzione (frequenza, destinazione, cifratura) e controllato.
In entrambi i casi, il sistema giusto è quello che puoi ripristinare davvero. La questione rientra nel lavoro di manutenzione.
Errori comuni
- Un solo backup, sullo stesso server.
- Nessuna prova di ripristino.
- Conservare solo l'ultima copia, che potrebbe già contenere il problema.
- Dimenticare il database, o salvare solo i file.
- Backup mai controllati che si scoprono vuoti o incompleti.
- Nessuno sa chi li gestisce o dove sono.
Un piano minimo in cinque passi
Se oggi non hai niente di organizzato, parti da qui.
- Verifica cosa ha già il tuo hosting (frequenza, durata di conservazione, modo di ripristino).
- Aggiungi una copia fuori sede, automatica, in un luogo diverso dal server.
- Fissa la frequenza in base a quanto cambia il sito e a quanto puoi permetterti di perdere.
- Prova un ripristino su una copia del sito e annota quanto tempo serve.
- Scrivi chi fa cosa in caso di emergenza, con i contatti e dove sono gli accessi.
Sono poche ore di lavoro, che valgono più di qualunque rimpianto.
Perché affidarlo a me
Programmo dal 1999, con più di 300 progetti consegnati e circa 30 agenzie come sviluppatore esterno. Mi occupo di backup, sicurezza e ripristino: backup automatici su più sedi, aggiornamenti di sicurezza, controllo degli accessi e, soprattutto, ripristini provati, perché un backup che non si riesce a ripristinare non serve. Lavoro da Roma e da remoto.
Se vuoi sapere se il tuo sito è davvero al sicuro, scrivimi: una chiacchierata di circa 20 minuti, senza impegno, e poi una proposta scritta e gratuita. Il servizio è in Hosting, server e infrastruttura cloud.
Domande frequenti
Servono i file (in particolare tema, plugin e cartella dei contenuti caricati) e il database, dove stanno testi, impostazioni e ordini. Un backup completo comprende entrambi, più la configurazione.
Dipende da quanto cambia il sito. Un sito vetrina che si aggiorna di rado può bastare con un backup settimanale; un negozio online o un sito con molti contenuti nuovi richiede backup giornalieri, a volte più frequenti per il database.
È un buon punto di partenza, ma non va considerato l'unico: se sta sullo stesso server o sullo stesso account e quel servizio ha un problema, perdi sito e copia insieme. Serve almeno una copia in un altro luogo.
Provando a ripristinarlo, su una copia del sito, a intervalli regolari. Un backup mai testato è una speranza, non una garanzia.
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