Hosting e infrastruttura

Backup del sito web: cosa salvare, ogni quanto e dove (la regola 3-2-1)

Come fare il backup del sito web: cosa salvare, con quale frequenza, dove conservarlo (regola 3-2-1) e perché serve provare davvero il ripristino.

Fabio Folgori5 min di lettura

Scaffali con file di scatole d'archivio bianche in ordine
Foto di Luke Caunt su Unsplash

Del backup ci si ricorda sempre due volte: la prima quando qualcuno lo consiglia, la seconda quando serve e non c'è. Un aggiornamento che rompe il sito, un attacco, un errore umano, un guasto dell'hosting: in tutti questi casi, la differenza tra un'ora di fastidio e una settimana di disastro sta in una copia recente e funzionante.

In questa guida spiego cosa salvare, con quale frequenza e dove, e perché non basta "avere un backup": bisogna sapere che si può ripristinare.

Perché serve, anche se "non succede mai"

Le cause di perdita dei dati sono molte e più banali di quanto si pensi.

  • Aggiornamenti che rompono una funzione o il layout.
  • Attacchi informatici che alterano o cancellano file e database. Ne parlo in Sito WordPress hackerato: cosa fare subito.
  • Errori umani: una pagina cancellata, un plugin rimosso, un file sovrascritto.
  • Guasti o problemi del fornitore di hosting.
  • Scadenze dimenticate di servizi o abbonamenti.

Cosa salvare

Un sito è fatto di più parti, e un buon backup le comprende tutte.

  • I file: tema, plugin, immagini e documenti caricati, file di configurazione.
  • Il database: testi, pagine, impostazioni, utenti, ordini, moduli ricevuti. In un sito dinamico è la parte più preziosa e quella che cambia più spesso.
  • La configurazione del server: impostazioni, versioni dei programmi, record DNS, regole particolari.
  • Gli accessi e le credenziali conservati in modo sicuro, perché senza non si ripristina niente.
  • Le email, se la posta sta sullo stesso servizio.

Ogni quanto

La frequenza dipende da quanto cambia il sito e da quanto puoi permetterti di perdere.

  • Sito vetrina che cambia di rado: backup settimanale, e uno prima di ogni intervento.
  • Sito con articoli e aggiornamenti frequenti: giornaliero.
  • Negozio online o sito con ordini e iscrizioni: giornaliero per i file, e il database più spesso, perché ogni ordine perso è un danno reale.

Una domanda utile: se dovessi ripartire dall'ultima copia, quante ore di lavoro e di ordini perderei? Se la risposta è troppo alta, la frequenza va aumentata.

Dove conservarlo: la regola 3-2-1

La regola più conosciuta è semplice e funziona.

  • 3 copie dei dati: l'originale più due backup.
  • 2 supporti diversi: per esempio il server e un archivio esterno.
  • 1 copia fuori sede: in un luogo diverso dal server e dal fornitore del sito.

La conseguenza pratica: un backup che sta sullo stesso server che si rompe non è un vero backup. Se hosting, sito e copia dipendono dallo stesso account, un solo problema li porta via tutti.

Conviene inoltre:

  • cifrare le copie, perché contengono dati personali;
  • limitare l'accesso a chi ne ha bisogno;
  • conservarne più versioni nel tempo, non solo l'ultima: a volte un problema si scopre dopo giorni.

Backup, snapshot e versioni: differenze

Si usano parole diverse per cose simili.

  • Backup: copia dei dati, conservata a parte.
  • Snapshot: fotografia istantanea di un server o di un disco, utile per tornare indietro in fretta ma in genere sullo stesso sistema.
  • Versioni del codice: la cronologia delle modifiche (per esempio in Git), che protegge il codice ma non i contenuti nel database.

Sono strumenti complementari, non alternativi.

Il ripristino: la parte che si dimentica

Un backup serve solo se si ripristina. Per questo:

  • provalo a intervalli regolari, su una copia del sito, non su quello online;
  • annota i passaggi e i tempi: quanto serve per tornare online?
  • controlla che sia completo: pagine, immagini, ordini, moduli, funzionalità;
  • sappi chi lo fa: chi ha i permessi e le competenze, e come lo si contatta in emergenza.

Un backup mai ripristinato è una speranza, non una garanzia.

Backup di un sito WordPress: due modi

  • Dal servizio di hosting: spesso offre copie automatiche. È comodo, ma conviene verificarne frequenza, durata di conservazione e modalità di ripristino, e non affidarsi solo a quelle.
  • Con un plugin o uno strumento dedicato: salva file e database e li invia in un luogo esterno. Va configurato con attenzione (frequenza, destinazione, cifratura) e controllato.

In entrambi i casi, il sistema giusto è quello che puoi ripristinare davvero. La questione rientra nel lavoro di manutenzione.

Errori comuni

  • Un solo backup, sullo stesso server.
  • Nessuna prova di ripristino.
  • Conservare solo l'ultima copia, che potrebbe già contenere il problema.
  • Dimenticare il database, o salvare solo i file.
  • Backup mai controllati che si scoprono vuoti o incompleti.
  • Nessuno sa chi li gestisce o dove sono.

Un piano minimo in cinque passi

Se oggi non hai niente di organizzato, parti da qui.

  1. Verifica cosa ha già il tuo hosting (frequenza, durata di conservazione, modo di ripristino).
  2. Aggiungi una copia fuori sede, automatica, in un luogo diverso dal server.
  3. Fissa la frequenza in base a quanto cambia il sito e a quanto puoi permetterti di perdere.
  4. Prova un ripristino su una copia del sito e annota quanto tempo serve.
  5. Scrivi chi fa cosa in caso di emergenza, con i contatti e dove sono gli accessi.

Sono poche ore di lavoro, che valgono più di qualunque rimpianto.

Perché affidarlo a me

Programmo dal 1999, con più di 300 progetti consegnati e circa 30 agenzie come sviluppatore esterno. Mi occupo di backup, sicurezza e ripristino: backup automatici su più sedi, aggiornamenti di sicurezza, controllo degli accessi e, soprattutto, ripristini provati, perché un backup che non si riesce a ripristinare non serve. Lavoro da Roma e da remoto.

Se vuoi sapere se il tuo sito è davvero al sicuro, scrivimi: una chiacchierata di circa 20 minuti, senza impegno, e poi una proposta scritta e gratuita. Il servizio è in Hosting, server e infrastruttura cloud.

Domande frequenti

Servono i file (in particolare tema, plugin e cartella dei contenuti caricati) e il database, dove stanno testi, impostazioni e ordini. Un backup completo comprende entrambi, più la configurazione.

Dipende da quanto cambia il sito. Un sito vetrina che si aggiorna di rado può bastare con un backup settimanale; un negozio online o un sito con molti contenuti nuovi richiede backup giornalieri, a volte più frequenti per il database.

È un buon punto di partenza, ma non va considerato l'unico: se sta sullo stesso server o sullo stesso account e quel servizio ha un problema, perdi sito e copia insieme. Serve almeno una copia in un altro luogo.

Provando a ripristinarlo, su una copia del sito, a intervalli regolari. Un backup mai testato è una speranza, non una garanzia.

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